Un saluto ad Antonio Balladore

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Ieri un pezzo di storia del tennis locale si è spenta. Nato il 21 ottobre del 1940 Antonio Balladore era un vero appassionato tennista. Una persona che negli anni settanta/ottanta ha collezionato più di un centinaio di successi nei tornei locali e che, sempre presente in tutte le manifestazioni, ha visto passare davanti ai suoi occhi gran parte del tennis giocato pavese.

Purtroppo dopo una operazione cardiaca nell’autunno scorso le sue condizioni non sono mai migliorate e nell’ultimo periodo l’aggravarsi della situazione è stata fatale.

In queste poche righe vogliamo, grazie a suoi numerosi amici, ricordarlo sul campo.

Saverio Mariani
Noi abbiamo iniziato a giocare il doppio nel ’74, andiamo nella preistoria, fino al ’91. Io il conto non l’ho mai tenuto, ma in doppio, io e lui avremo vinto almeno un ottantina di tornei da N.C. e alcune volte anche quelli limitati al terzo gruppo. Non facciamo paragoni con gli N.C. di adesso, ma allora il non classificato forte era veramente molto forte. Giocatore dotato di un bellissimo dritto arrotato Antonio era in doppio molto bravo a rete ad entrare. Ricordo il primo torneo che abbiamo giocato insieme, nel 1974 a Ronco, e che abbiamo vinto. Mi ha rimproverato per aver sbagliato due palline in tutto l’incontro. Io ridendo gli ho detto di non rompere le scatole e poi da li siamo stati sempre assieme per vent’anni a giocare il nostro doppio fisso. A memoria, di tutti i tornei che abbiamo giocato insieme abbiamo perso solo due volte: una finale contro la coppia storica Collivasone/Nosotti al Tennis Mirabello e un altra volta, sempre in finale, al D.L.F. Voghera contro i fortissimi Garbin/Lanfranchi al terzo set.

Al Tennis Club Voghera è stato sempre una colonna portante della Coppa Italia. Una volta ci tenevano N.C. per fare proprio questa competizione e siamo arrivati anche a livello nazionale. La squadra era formata da me, Antonio Balladore, Giorgio Fracchia, Franco Massone, Enzo Lanfranchi. Negli ultimi anni non aveva più giocato a causa di una ciste al polso che non voleva farsi operare. Antonio aveva una memoria storica eccezionale. Si ricordava nel dettaglio tutti i risultati anche di decenni prima. E io scherzando gli dicevo sempre: tu te li inventi!

Enzo Lanfranchi
La prima volta che ho visto Antonio giocare avevo 15 anni, era il 1977. L’ho visto in una finale al Torneo del Villeggiante, uno dei tornei più famosi della provincia, che si giocava in piscina a Salice ancora prima che lo chiamassero “Le Ruote”. Mi ricordo che ero con mio papà e Antonio stava giocando contro un terza categoria della Nino Bixio (mi sfugge il nome) e stava vincendo una bella partita. Mio padre mi disse: “mamma mia che grinta impara da lui!”. Ricordo che giocava con una racchetta Fischer e che ad un certo punto aveva detto all’avversario che stava seduto con i crampi: “guarda che i crampi non sono un infortunio, devi giocare”. Magari l’impressione che dava in campo era di burbero, ma in realtà era un timido, uno che si difendeva attaccando.

Antonio aveva iniziato molto tardi a giocare a tennis, credo dopo i trenta, però si è subito trovato a suo agio e con quel diritto molto moderno, molto arrotato, completamente diverso dallo stile dell’epoca, che faceva male.

Il mio ricordo di Antonio oltre che nel tennis riguarda anche il mondo del lavoro. E’ stato lui a darmi l’opportunità di lavorare nel mondo assicurativo, ma a parte questo, io lo ricordo per essere un generoso. In campo e fuori lui dava tutto. Mi ricordo le ramanzine che faceva a Mariani in doppio quando giocavano assieme. E infatti solamente Saverio con i suo carattere bonario riusciva a gestire la situazione.

Un volta aveva fatto una accordatura, che poi sono state vietate, una accordatura doppia. Giuro che a vederlo sul campo 1 del Tennis Club Voghera giocare con Giampiero Morini, un giocatore molto forte di prima categoria di terzo gruppo, obbiettivamente c’era una differenza tra di loro tennistica, ma la palla con quell’incordatura e le rotazioni di Balladore costringevano Morini a giocare appiccicato alla rete di fondo.

Non vi dico poi i doppi che ho giocato con lui e il professor Tacconi. Ci facevano giocare da ragazzini. Era proprio un altro mondo! Ricordo quando ho vinto il torneo di Pontecurone contro Antonio, sul mateco. Lui era già avanti negli anni e io benomale avevo già vinto il master, insomma avevo esperienza anch’io. Ma sinceramente c’era sempre la paura di incontrarlo, sempre paura. Non era mai nulla di scritto e di deciso con lui perchè non mollava mai.

Antonio è stato un grande appassionato di tennis, per lui più che vincere era importante lottare e lo ha dimostrato anche in questa vicessitudine veramente strana. Ha lottato fino alla fine e probabilmente non poteva dare di più.

Balladore in un ritaglio del giornale del TC Voghera ai tempi del presidente Patrucco.

Claudio Magnani
Io l’ho conosciuto negli anni settanta al TC Voghera, quando ero un ragazzino della scuola tennis. In quel periodo le classifiche erano ben diverse rispetto ad oggi e lui era N.C. quando i non classificati erano fortissimi. Lui era in assoluto il re degli N.C. Un esempio di correttezza e agonismo, era un vincente. Forse proprio per questo aveva poi smesso di fare tornei quando l’età aveva diminuito il suo livello. Io abitavo davanti a lui e ogni volta che ci incrociavamo la battuta tennistica era sempre pronta. L’ultima volta che l’ho visto è stato nel settembre scorso durante il torneo del T.C. Garbin. Mi aveva detto di essere un po’ preoccupato per un operazione cardiaca ma il morale era sempre alto.

Giorgio Fracchia
Negli anni settanta/ottanta io e Balladore abbiamo giocato sempre insieme. Sia in squadra che contro nei tornei. Gli N.C. forti all’ora si incontravano sempre e così le rivalità tra me, Mariani, Morini o quelli di Salice, Balduin e Danieli erano sempre presenti. Balladore era un giocatore molto grintoso, tosto. Mi ricordo molto bene la finale persa contro di lui a Ronco Scrivia nel ’75 e in quell’anno avevo vinto molto ed ero passato terzo gruppo. Stiamo parlando del giurassico naturalmente! Negli ultimi dieci/quindici anni aveva abbandonato il tennis giocato ma lo seguiva sempre costantemente. Era diventato però un grande “funghista” andava sempre ad esempio al Sassello. Il mio ricordo di lui è di una brava persona senza ombra di dubbio. Nel tennis era battagliero ma sempre corretto. Inoltre era un mio paziente e come si dice “ci vedevamo sulla poltrona”.

Tanti i messaggi di amicizia qui ne mettiamo alcuni ma potete sempre aggiungerli nei commenti…

Alessandro Zucchi
Grande cercatore di funghi (non ha risparmiato neppure il tronco davanti al campo 2) e divoratore di risultati tennistici insieme a Bettaglio. Ricordo una domenica al tennis in cui si alternavano continuamente tra dentro e fuori per poter seguire Wimbledon in televisione e la coppa a squadre sui campi. Ma, non sazi, tormentavano al telefono un loro amico per avere aggiornamenti sull’Open di Sale. Senza personaggi come lui lo sport sarebbe solo sport, anziché pura poesia. Ci mancherà tanto.

Stefano Montalba
Sono memorie storiche e custodi di vita vissuta che si stanno spegnendo purtroppo.

Claudio Puglisi
Per chi lo conosceva una grande perdita.

Gianfranco Milanesi
Un evento repentino e inatteso che lascerà un grande vuoto fra tutti coloro che, come me, lo conoscevano da sempre. Possa riposare in pace.

Tommaso Craviotto (Momi)
Ad Antonio ho sempre invidiato la calma con cui affrontava gli impegni agonistici, era tranquillo non doveva dimostrare nulla oltre quello che sapeva fare e la sua vera forza era “la testa” la lucidità con la quale si confrontava sul campo da tennis. Ho sempre rispettato gli uomini(ho scritto uomini non giocatori) con queste caratteristiche perché erano i più difficili da affrontare. Antonio era uno di questi. Assieme a Titti Bettaglio formava una coppia unica di amici e poter godere della loro compagnia parlare e scherzare con loro era un piacere. Abbraccio caramente tutta la famiglia.

9 COMMENTI

  1. Con il cuore gonfio di dolore, appresa la triste notizia dell’amico di tante estati passate a giocare a tennis prima a biliardo poi, a parlare della comune passione per i funghi,porgiamo alla moglie e a tutti i familiari le nostre condoglianze per una persona veramente speciale,ciao antonio

  2. Papà si è portato via un pezzo del cuore di mamma, mio, di Giulia, Federica, Marcello e dei piccoli Leonardo ed Alice.
    Leggere questi messaggi e sentire l’affetto di questi giorni ci ha fatto capire che ha lasciato qualcosa in tante persone.
    Grazie.
    Ci manchi papi.

  3. Ho conosciuto Antonio dapprima ammirandolo sui campi del TC Voghera dove da adolescente trascorrevo le mie giornate o anche nelle varie tappe del circuito Master NC dell’epoca, poi in età un po’ più avanzata quando faceva il segnapunti negli incontri di pallavolo delle squadre dei figli. Sempre disponibile grande appassionato di sport, una bravissima persona. Leggere della sua scomparsa mi rattrista moltissimo, ciao Antonio

  4. Carissimo Antonio
    Ieri ho ricevuto la triste notizia da tua figlia e devo dire che non mi ha colto di sorpresa dopo averti sentito con WhatsApp dopo l’operazione.
    Tanti hanno parlato di te come tennista e fungaiolo, quanti Km. abbiamo percorso non sempre con fortuna in cerca di porcini, anche li’ eri un lottatore volevi vincere modestamente io e te alla fine della giornata eravamo i migliori.Pochi sanno che eri anche un artista pittore e per questo negli ultimi tempi ci scambiavano i quadri che dipingiavamo sempre con WhatsApp dato che io vivo da molti anni lontano dall’Italia.
    Tu non sei uno che possa riposare, sono certo che avrai gia’ trovato qualcuno da sfidare a tennis e spero che li’ dove ti trovi ci siano boschi infiniti dove nascono porcini tutto l’anno.
    Da ieri mi succede una cosa strana, quando sento il suono del messaggio sul cellulare penso a te che mi informi di aver scoperto una nuova tecnica di pittura molto interessante e che un giorno me la insegnerai.
    Ciao Amico mi manchi tanto
    Gighi

  5. Perdere Antonio è un dolore grandissimo e una perdita incommensurabile. Perdo un Amico vero, come peraltro Luigi Bettaglio.
    In questo tristissimo momento mi è difficile parlare del lato tennistico, ma ci tengo a dire che aveva una grande intelligenza tennistica. È un peccato che abbia iniziato tardi a praticare tennis . Antonio è stato uno dei precursori del gioco con rotazioni e topspin.
    Mi dispiace che abbiamo condiviso il tennis agonisticamente per un periodo troppo breve, in quanto smisi poco tempo dopo il suo inizio.
    Ma rimane il bellissimo ricordo dei momenti di gioco, e di vita, trascorsi insieme.
    Ciao Antonio ti abbraccio.
    Silvano Bertovello

  6. Oltre ad essere un amico è stato un grandissimo appassionato di tennis! Sempre presente ai tornei in compagnia di Luigi Bettaglio. RIP

  7. Era un vero guerriero del tennis. Lo incontrai nei primi anni ’80 in torneo alle Rotonde di Garlasco: nonostante una distorsione alla caviglia subita circa a metà match volle comunque portare a termine l’incontro. Un grande esempio di sportività!

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