Stefano Travaglia ospite all’OTA

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Stefano Travaglia, attuale numero 84 della classifca ATP, è in visita all’Oltrepò Tennis Academy di Codevilla. Accompagnato dal suo coach Simone Vagnozzi (già 161 ATP) e dal preparatore atletico, Stefano in questi giorni si allenerà presso la struttura di Codevilla. Una ghiotta occasione per noi appassionati di vederlo. Intanto ieri sera Travaglia e il suo team hanno dato sfogo alle moltissime domande dei giocatori e giocartici dell’accademy durate un interessantissimo dibattito in cui, il maestro Andrea Valdetara, ha intervistato atleta e allenatori. Il trio, molto disponibile e scherzoso, ha intrattenuto con preziosissimi consigli e spunti riguardanti le loro esperienze professionali. Il pubblico, per lo più composto dagli allievi e maestri, non ha smesso di fare domande per più di un ora e la loquacità degli intervistati ha soddisfatto molti aspetti del professionismo moderno.

Stefano ha spiegato come da under la scelta di allenarsi in sudamerica sia stata l’esperienza che più l’ha forgiato e di come la distanza dalla famiglia gli abbia permesso di maturare dovendosela cavare da solo .

Sono stati toccati temi come la difficoltà di far coesistere una attività professionistica e una vita cosiddetta “normale”. Stefano non si è mai sentito che rinunciare ad esempio al sabato sera con gli amici, o le vacanze con gli stessi al mare, o le mancate uscite al cinema fossero state delle vere rinunce. Al contrario ha espresso chiaramente che quando sei concentrato su degli obiettivi, le rinunce non sono rinunce, ma sono scelte, e quindi non ti pesano perché ne sei consapevole.

Toccata la “nota dolente” della scuola. Stefano senza mezzi termini ha detto di come sia difficilissimo trovare una scuola in Italia disponibile a dare permessi speciali per gli atleti agonisti e di come la maggior parte delle volte i giocatori che intraprendono una carriera professionistica siano costretti a scuole private per finire gli studi. Lo stesso Travaglia è riuscito a portare a termine la maturità con un paio di stop e recuperi.

Altro tema trattato è stato la speciale convivenza che il giocatore e il coach hanno. Vagnozzi scherzando ha detto che è come un “matrimonio”. Si dorme in camera assieme, si sta tutto il giorno assieme, insomma si deve andare molto d’accordo per riuscirci.

Tante le domande e le curiosità richieste dagli allievi tra cui ne è spiccata una in particolare, fatta tra l’altro da uno dei più giovani allievi, che ha chiesto quale fosse stato il momento della svolta quest’anno. Stefano riflettendoci un po e parlandone con il coach, peraltro subito d’accordo, ha indicato come sia stato il match al Francavilla Challenger contro Gaio. Li è scattare una molla che lo ha accompagnato poi per il resto della stagione. Ricordando anche il punteggio dell’incontro vinto 6/7(4) 6/4 7/6(6).

31 i tornei disputati nella stagione con l’obiettivo più che centrato di entrare nei top 100 proiettano così il 26enne di Ascoli Piceno in un 2020 molto interessante, con i più importanti tornei ATP da giocare.

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