Le parole di chi ha vissuto minuto per minuto il successo di Selva Alta. Assolutamente da leggere!!!

Capitan Giovanni Rossanigo alza il trofeo

Proponiamo di seguito il resoconto di Giovanni Rossanigo, il capitano di Selva Alta. Chi meglio di lui può riassumerci la magia di quel che è successo a Lucca?

Venerdì 6 dicembre: arrivo a Lucca

La carovana si mette in moto di prima mattina in direzione Toscana: i giocatori alla spicciolata, chi da Palermo (Filippo Baldi in aereo), chi da Roma (Marcora e Bega in macchina), chi da Marsiglia (Hoang pure lui in macchina, sic!), raggiungono la tanto agognata meta; sui cancelli del Palazzetto, addobbato per la festa, fanno bella mostra i cartelloni pubblicitari dove campeggiano raffigurati Musetti e Sonego! Ahi ahi l’organizzazione ha puntato sui cavalli sbagliati…i protagonisti tanto attesi arrivano da Vigevano e Messina!

Il Palatagliate è una location molto suggestiva: un palazzetto dello sport moderno, alle porte del centro storico di Lucca, non fosse per la zona spogliatoi gelida e spartana, ed il servizio catering davvero non all’altezza dell’evento. L’organizzazione è affidata a MEF, società già presente nel circuito Challenger in alcune tappe italiane, e si rivela subito molto efficiente nella persona di Elena nostro riferimento nella tre giorni toscana: alle ore 11.00 Baldi e Dadda testano il campo di gioco e la superficie si rivela subito veloce ma giocabile, un buon compromesso adatto alle caratteristiche dei nostri portacolori. Il clima è festoso, abbracci e commenti su quanto successo nelle semifinali si sprecano in campo tra i diversi componenti delle due compagini: Caruso e soci sono personaggi noti, spesso già incontrati dai nostri giocatori nei challenger ed in gara a squadre: lo scorso anno il Ct Vela Messina è stato nostro avversario (battuto) di girone.

Il pomeriggio scorre in fretta e si avvicina l’appuntamento di gala previsto per sera: la squadra infatti è stata invitata in un edificio storico del centro, il locale Canova, dove la Fit ha predisposto aperitivo e cena per le quattro squadre finaliste (maschili e femminili). Dodici sono i tavoli disseminati in un locale splendidamente addobbato a festa nel quale sfilano dirigenti Fit, autorità del posto, personaggi dello sport d’eccellenza locale (Landucci, portiere di Serie A) e testimonial del tennis italiano (Diego Nargiso, onnipresente): i protagonisti siamo noi, giocatori e dirigenti, intervistati a margine dell’evento e osservati a vista dai presenti vestiti con dress code da ‘cravatta nera’. I calici tintinnano e le portate succulente si avvicendano ma ovviamente i giocatori, fedeli alle proprie abitudini da sportivi, lasciano per primi la scena non senza aver raccolto il giusto tributo dai presenti: l’ora è tarda ed il giorno successivo c’è una fantastica storia da scrivere insieme, sul campo!

L’Hotel dove risiediamo, appena fuori il comune di Lucca, sembra una foresteria di Selva Alta: oltre 30 camere son state prenotate dai nostri tifosi e l’arrivo molti altri concittadini è previsto per la giornata di domenica, a testimonianza del senso di appartenenza della nostra comunità a questo meraviglioso traguardo sportivo.

Sabato 7 dicembre: primo giorno di gare

Il programma della giornata prevede gare femminili e maschili: Davide Dadda e Antoine Hoang saranno i nostri protagonisti interessati dalle due gare di singolare in scaletta. Le restanti 4 gare (due singoli e due doppi, più eventualmente quello di spareggio) vengono disputate il giorno successivo.

La formula è diversa rispetto ad una tradizionale giornata di Serie A1 ma l’approccio dei nostri giocatori è sempre il medesimo: musica a manetta negli spogliatoi prima delle gare e grande empatia all’interno del gruppo dove sfottò e ironia non mancano mai, insieme ai piccoli rituali propiziatori che ognuno svolge in vista del proprio incontro. Filo ad esempio ci stordisce a suon di Regaettòn, Bobby si carica con la colonna sonora di Rocky mentre Beghino ci intrattiene ballando al ritmo di sinuose mosse  ‘pelviche’: vi assicuro che lo spettacolo è impagabile! Anche lo spogliatoio a fianco del Tc Vela Messina emette strani suoni…uno su tutti è la sirena assordante che poi si è scoperto esser prodotta dall’ugola di Trungelliti! Inimitabile…

I Capitani consegnano le formazioni alle 11.30 e non c’è sorpresa: il ballottaggio avversario Naso/Trungelliti si risolve a favore di quest’ultimo e si rivelerà scelta quanto mai azzeccata, quanto prevedibile. Il nostro schieramento è ormai noto: Dadda, Baldi, Marcora e Hoang sono i quattro moschettieri vigevanesi!

Davide Dadda (2.4), eccellente il suo apporto da ‘vivaio’ nell’arco della stagione, rompe il ghiaccio nella competizione: sulle sue spalle e, soprattutto, sul suo dirompente servizio (picchi da 225 km/h vengono registrati in allenamento dal misuratore a bordo campo, like a pro!) poggiano le nostre speranze di portarci subito in vantaggio nel computo con i messinesi. Purtroppo l’avversario di turno, il promettentissimo classe 2003, Giorgio Tabacco (2.4), aggredisce il match con la sua proverbiale grinta e riesce a tirar fuori il meglio di sé senza subire minimamente l’esordio nelle Finals davanti alle telecamere di Supertennis in diretta nazionale: 62 64 in un’ora di gioco il punteggio finale per il messinese, che recupera brillantemente da un parziale di 0-4 nel secondo set, sfruttando qualche incertezza di troppo nel gioco del nostro Davide.

Dopo il doppio femminile è il turno del nostro franco vietnamita Antoine Hoang esordire nella Finale: molto dell’esito finale dipende dal risultato di quest’incontro. Antonino si immerge come suo solito in un rito pre gara fatto solo di esercizi di riscaldamento: zero parole, ricerca massima di concentrazione che lo rende durante la gara apparentemente impermeabile a qualsiasi distrazione. Nei geni orientali del ragazzo albera un non so che di atteggiamento zen, molto distante dalla matrice latina dei nostri (Bobby e Filippo su tutti). L’avversario è davvero temibile, Salvatore Caruso (n. 96 Atp), ma pure settimana scorsa Pablo Andujar appariva ostacolo insormontabile…

Hoang si rivela giocatore decisivo quando conta: il suo gioco aggressivo, fatto di rovesci bimani esplosivi e di una costante ricerca per prendere tempo e campo al giocatore avversario, è sfiancante anche per un top 100 come Caruso. Il punteggio finale di 64 64 per il nostro è la fotografia di una partita condotta sul filo del punteggio ma sempre nelle mani del francese: il parziale di giornata recita 1-1, nostro obiettivo alla vigilia.

Il morale della truppa è alto, senza però eccedere nell’entusiasmo: sappiamo che la vetta da scalare è ancora distante e nulla è scontato, ma il punto conquistato da Antonino è oro colato. La sera in albergo prevede una cena assieme a tifosi e avversari e qualcuno dei nostri, a testimonianza del clima disteso, approfitta del dopo cena per passeggiare tra le antiche mura di Lucca. Il coprifuoco a mezzanotte è d’obbligo però: il giorno successivo è quello dei verdetti!

Domenica 8 dicembre: ultimo giorno di gare

Il programma della giornata prevede solo incontri maschili: il primo a scendere in campo è il nostro Roberto Marcora (n. 182 Atp) da strafavorito contro il classe 2002 Fausto Tabacco (2.3). Nonostante quest’ultimo venda davvero cara la pelle, il nostro atleta bustocco si appropria del match senza eccessivi patemi e chiude la tenzone sul punteggio di 61 64. Nel frattempo sugli spalti la torcida lomellina ha infuocato il palazzetto in una partita parallela sugli spalti con la sparuta ma chiassosa rappresentanza messinese: chi avrà prevalso all’ultimo coro?!

Rullo di tamburi…il match di giornata sta per essere servito: Filippo Baldi (n. 243 Atp) affronta l’argentino Marco Trungelliti (n. 211 Atp), proprio lui, il folletto al quale durante il Roland Garros del 2018 era stato comunicato di esser stato ripescato come ‘lucky loser’ mentre se ne stava già quasi a casa a Barcellona in macchina con mamma e nonna 90enne (sic!) dopo la sconfitta in Qualificazione del Grande Slam francese: tornato sui suoi passi, 1000 km dopo, era riuscito poi incredibilmente a passare il primo turno ed a giustificare lo sforzo ulteriore chiesto all’anziana parente!

Filippo gioca un primo set di altissimo profilo e recupera il break perso ad inizio partita, sfoderando un gioco aggressivo e solido da fondo: si issa al tie break e concede le briciole a Trungelliti che è costretto a cedere per 7-1! Come nel primo anche nel secondo set Filo cede subito il servizio ma non ha la forza mentale prima che fisica per sovvertire l’andamento del secondo parziale, che prende una piega da subito favorevole all’argentino: 61 il punteggio. Nel terzo non cambia l’inerzia del match con Trungelliti che fa la differenza soprattutto con un devastante servizio ed una difesa strenua e talentuosa dei ripetuti attacchi a rete del nostro giocatore. Filippo non ne ha più e cede il terzo set per 62: il parziale di giornata recita 2-2 ed il destino tricolore è affidato ai doppi.

Il tempo di far sbollire a Filippo Baldi l’amarezza per il singolare perso ed è subito tempo di briefing negli spogliatoi per pensare ad una strategia sui 2 doppi da schierare: non è in discussione la composizione delle coppie (Hoang/Baldi, Dadda/Marcora) ma l’ordine di ingresso. Il regolamento prevede che il doppio segnato sulla formazione come n.1 giochi subito ed a seguire il n.2: il nostro obiettivo è arrivare al doppio di spareggio, facendo nostro almeno un doppio, in quanto la nostra coppia schierabile è la più forte (Hoang/Baldi) mentre i messinesi accanto a Caruso o Trungelliti sono costretti a inserire uno dei due fratelli Tabacco, vivaio del circolo. Al contrario gli avversari, per evitare il doppio di spareggio da sfavoriti, dovrebbero puntare a vincere entrambi i doppi, cercando di far incrociare la loro coppia forte (Caruso/Trungelliti) contro la nostra (Hoang/Baldi) e la loro debole (G. Tabacco/F. Tabacco) contro Dadda/Marcora.

Consapevoli di questo, con uno stratagemma, cerchiamo di convincere gli avversari che il nostro primo doppio in campo sarà Dadda/Marcora nella speranza che ‘abbocchino’: facciamo scaldare nel corridoio antistante gli spogliatoi questi ultimi e mandiamo in tribuna Filippo vestito non da gara, con i capelli ancora umidi dalla doccia…missione compiuta! Alla consegna delle formazioni l’incrocio dei doppi è quello a noi favorevole: Baldi/Hoang, doppio n.1, affrontano i due fratelli Tabacco, mentre Dadda/Marcora se la vedono con Caruso/Trungelliti.

L’esito dei due doppi è secondo pronostico ed entrambe le coppie ‘forti’ in un’ora di gioco portano a casa i rispettivi match: 62 75 per i nostri e 63 63 per gli avversari. Il titolo di Campioni d’Italia verrà assegnato attraverso il doppio di spareggio!

Il Ct Vela Messina preferisce Trungelliti a Caruso schierandolo con Giorgio Tabacco mentre per Selva Alta nessun cambiamento: Baldi/Hoang saranno i nostri alfieri.

L’atmosfera nel Palatagliate è infuocata, sulle tribune i nostri magnifici tifosi inneggiano ai loro beniamini e partono cori da entrambe le fazioni: nonostante l’ora tarda l’entusiasmo è ancora vivo, c’è un titolo da conquistare…

Il match resta equilibrato per i 20 minuti iniziali, in cui il 2003 Giorgio Tabacco svolge egregiamente il suo ruolo da spalla a Trungelliti: la coppia messinese però prende break al settimo gioco e da lì perde un po’ di fiducia, lasciando semaforo verde ai nostri che incassano il primo set per 64. Il secondo set prende subito una piega favorevole ed i nostri, trascinati da un Filippo Baldi formato deluxe, si portano sul 52 e servizio con doppio break a favore: il titolo è quasi realtà, manca un game al trionfo e nel servizio di Hoang risiedono tute le nostre speranze di vittoria.

Il finale è splendidamente noto: un abbraccio collettivo stringe i protagonisti in campo e unisce idealmente tutta la comunità di tifosi e appassionati che hanno invaso il Palazzetto e quelli che da casa hanno sofferto e gioito davanti alla Tv. Il resto sono immagini che nella mente resteranno impresse, scolpite e che animeranno per tanto tempo i discorsi di coloro che hanno sposato il nostro progetto tricolore: Filippo che davanti ai microfoni ricorda l’importanza di papà Leo in questa fantastica avventura, i giocatori che sollevano la Coppa, i selfie dei tifosi coi propri beniamini, l’abbraccio coi propri famigliari in un giorno che ha segnato le esistenze di tutti noi, orgogliosi di aver costruito nella nostra amata Vigevano un progetto vincente nello sport per cui il nostro Circolo è stato pensato 50 anni fa: il tennis.

La nostra promessa ed il nostro impegno andranno nella direzione di sfruttare la visibilità, l’entusiasmo e le opportunità che si schiuderanno per il nostro fantastico circolo, grazie a questo successo, al fine di ‘incubare’ progetti legati allo sport per aggregare e stimolare ulteriormente la nostra comunità alla pratica di attività ricreative: ce la faremo, abbiamo dimostrato che nulla ci è precluso e che il futuro non ci spaventa.

Siamo Campioni d’Italia e lo saremo per sempre nel cuore di tutti noi: Forza Selva!

Grazie a tutti, senza distinzione

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