Il lancio della palla, premessa indispensabile per effettuare un corretto servizio

In centro, Alessandro Marigliani posa con alcuni allievi della SAT del CC Voghera
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 Una interessante e singolare tesi di laurea elaborata da Alessandro Marigliani

di Giorgio Macellari

Lo sviluppo di una tipologia di allenamento in grado di migliorare un gesto tecnico all’apparenza banale, ma fondamentale per ogni tennista: il lancio di palla nel servizio, un fondamentale assai importante, però troppo spesso trascurato. È questo il tema di una interessante e singolare tesi di laurea intitolata “Allenamento coordinativo dell’arto non dominante e miglioramenti in termini di precisione del lancio di palla nel servizio del tennis”, elaborata proprio di recente da Alessandro Marigliani (24 anni), laureato in Scienze Motorie, con una passione incredibile per l’allenamento fisico orientato al tennis; una passione trasformatasi già in lavoro quotidiano, come preparatore fisico Fit, presso il Country Club di Voghera insieme con il Maestro Marco De Biaggi.

“L’obiettivo della mia tesi” – sottolinea lo stesso Marigliani – “era quello di ideare un programma di allenamento che fosse in grado di migliorare la precisione e l’accuratezza dell’alzata del tennista. Un lavoro strutturato e facile da inserire all’interno di programmi già impostati, da aggiungere alla routine di allenamento dell’atleta senza difficoltà, come elemento utile al miglioramento della coordinazione, direttamente applicabile in campo dal maestro di tennis come esercitazione specifica dei propri allievi.” Pertanto si è proceduto a selezionare 14 atleti di età compresa tra i 12 e i 14 anni: sono stati formati due gruppi composti da 7 ragazzi ciascuno, di età, sesso, indice di massa corporea e livello di gioco simili per quanto possibile. A entrambi i gruppi è stato assegnato un programma di allenamento di 12 settimane, con una frequenza di 2 allenamenti settimanali, con un lavoro di coordinazione podalica e rapidità di piedi che comprendevano movimenti specifici del gioco di gambe del tennis. La differenza fra i due campioni esaminati consisteva nel fatto che il primo gruppo di lavoro svolgeva (durante il tempo di recupero tra una ripetuta e l’atra) degli esercizi volti al miglioramento della coordinazione dell’arto non dominante, mentre l’altro gruppo svolgeva un recupero passivo. L’ultima fase del programma prevedeva, invece, un allenamento identico per entrambi i gruppi, basato sull’esecuzione specifica di lanci di palla con bersaglio a terra, previa la visione di filmati di servizio di giocatori d’esempio e informazioni tecniche specifiche riguardo al movimento.

“Nel corso dell’esperimento” – aggiunge Marigliani – “abbiamo anche effettuato una serie di video analisi, da un punto di vista laterale e da un punto di vista frontale, per verificare se ci potesse essere un eventuale miglioramento in termini di precisione del lancio della pallina. Analizzata pure la simulazione del movimento del servizio, fino ad arrivare alla cosiddetta trophy position, cioè il termine del movimento di alzata. Attraverso una particolare applicazione, siamo poi riusciti ad esportare i valori in centimetri di ogni traiettoria di lancio. Non solo. È stato predeterminato il punto ideale dove avrebbe dovuto impattare al suolo la palla al termine dell’alzata e quindi sono state misurate le distanze degli impatti a terra di ogni lancio rispetto al punto ideale, sia prima che dopo il programma di allenamento.”

“A seguito della mia esperienza in qualità di giocatore, istruttore e appassionato” – spiega il giovane studioso – “mi è capitato spesso di veder compiere errori di precisione nel lancio di palla con la mano non dominante. Negative, ovviamente, le conseguenze sulla buona riuscita o sull’efficacia di un servizio.” In effetti, il servizio è il colpo su cui oggi il tennista, ad ogni livello, imposta le più alte possibilità di vincere un incontro. Se questo colpo è efficace, l’intera prestazione ne trae beneficio. L’atleta, che fa del servizio la sua arma più letale, si garantisce scambi di durata più brevi o addirittura acquisisce il punto senza neppure iniziare lo scambio stesso, preservando così al meglio le energie fisiche per la durata dell’incontro; nel contempo, la sua prestazione fisica migliora, un senso di sicurezza aumenta la sua autoefficacia e – come noto – l’autoefficacia giova in maniera notevole alla prestazione.

“Proprio per questo motivo” – ribadisce il nostro interlocutore – “è necessario che ogni tennista sappia interpretare questo gesto nella maniera corretta, percependolo come un colpo importante e offensivo. E per acquisire e apprendere bene un gesto vanno effettuate numerose ripetizioni: se si tralascia questa abilità, si rischia che una piccola mancanza di oggi si trasformi presto in una grave lacuna di domani.”

“Nello sviluppo della mia tesi” – conclude Alessandro Marigliani – “mi soffermo a spiegare nel dettaglio in che cosa consista il servizio e anche il motivo per il quale questa abilità non possa essere appresa correttamente senza un ottimo lancio della palla, premessa indispensabile per effettuare un ottimo servizio. Tant’è vero che stiamo studiando addirittura l’eventualità di usare, negli allenamenti specifici, una sorta di metronomo che aiuti l’atleta a individuare un timing in merito all’alzata della pallina e al momento in cui la stessa pallina debba poi essere impattata con la racchetta. Si tratta, in ogni caso, di un lavoro piuttosto complesso; la mia tesi è un primo passo in una direzione ben precisa: un percorso che ha già ottenuto positivi riscontri e un concreto interesse da parte dei tecnici federali.”

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