Si cala il sipario: il Selva Alta rimane in A1 anche nel 2019

La volèe di rovescio di Filippo Baldi
Questo articolo è presentato da:

Domenica scorsa al Selva Alta Vigevano, un lungo sentitissimo applauso a fine giornata ha coinvolto tutti: giocatori, dirigenti, tifosi, appassionati, avversari…. c’erano la consapevolezza di aver raggiunto il traguardo ad oggi più alto mai centrato in mezzo secolo di storia sportiva di Selva Alta ed al contempo, forse, il dispiacere per dover aspettare ancor un anno prima di rivivere le stesse sensazioni.

Dalle parole di Capitan Rossanigo

Non ce l’abbiamo fatta a ad arrivare primi nel girone, il Park Genova ci ha battuti con merito 5-1, ma la seconda piazza ci eleva tra le prime otto formazioni d’Italia assicurandoci la permanenza nella massima Serie senza ricorrere a play out di sorta; è un traguardo frutto di programmazione, organizzazione, sacrifici e tante altre risorse che il nostro club ha saputo sfruttare nella consapevolezza che è possibile coltivare progetti di eccellenza attraverso idee, capacità e unità di intenti. Il nostro asset principale, l’infrastruttura, è sempre vissuta con ammirazione dagli ospiti alla prima visita: i giocatori avversari stessi, giramondo per eccellenza e frequentatori dei circoli più importanti del circuito professionistico, non mancano mai di spendere parole di elogio per il nostro club. 

Domenica scorsa, grazie anche all’avversario di prestigio, si son registrate centinaia di presenze lungo l’arco della giornata, sino al termine delle gare: è stato motivo di grande orgoglio per tutti noi coinvolti direttamente nel progetto, aver visto il nostro circolo meta di un simile pellegrinaggio sportivo. E’ un patrimonio che non vogliamo disperdere, a cui cercheremo di dar continuità negli anni, per tracciare la strada dell’eccellenza che in tutti gli ambiti dovrebbe rappresentare l’obiettivo del club.

Abbiamo trovato passione nei tifosi, che in un nutrito gruppo ci seguono anche per l’Italia intera (isole comprese), nei giocatori che non solo con professionalità ma anche con grande senso di appartenenza si spendono sul campo, nei bambini della scuola tennis che la domenica in casa si travestono in ball-boy e a fine partita in cacciatori d’autografi, nei collaboratori del club che la domenica mattina presto (e non solo) si attivano per garantire che ogni aspetto funzioni secondo copione, nei dirigenti che affrontano lungo l’arco della pre-season ostacoli, ai più invisibili ma Vi assicuro non meno rilevanti, per garantire lo svolgimento della manifestazione ed infine negli sponsor, che spesso solo per il gusto di sostenere un progetto di sport d’eccellenza, consentono con la necessaria pecunia il realizzarsi dello stesso.

Faccio fatica a focalizzarmi sulla cronaca sportiva, l’emotività la fa ancora da padrona, ma, trattandosi di un resoconto, non posso esimermi dall’accennarla, quantomeno: al primo giro di singolari Filippo Baldi (n. 174 Atp) incrocia le racchette con Andrea Arnaboldi (n. 181 Atp) mentre Roberto Marcora (n. 302 Atp) affronta il ligure GianLuca Mager (n. 284 Atp). Entrambi i nostri portacolori sono autori di una gara generosa e tecnicamente di livello ma in questa circostanza gli avversari si rivelano più forti: Arnaboldi gioca un match di altissimo profilo (64 75) praticamente senza sbavature e Filippo non riesce a sfruttare qualche occasione sia nel primo che nel secondo set per allungare la partita e sperare nella vittoria. Marcora invece porta al terzo set Mager grazie ad un tie break magistrale ma cede davvero per pochi punti nel finale di partita (64 67 63).

Nel secondo giro di singolari il nostro bielorusso Uladzimir Ignatik (n. 205 Atp) è impeccabile nel regolare l’avversario di turno, il tedesco Peter Gojowczyk (n. 59 Atp), con un perentorio 61 62: facilitato dall’atteggiamento indolente dell’avversario al limite dell’impresentabile, gioca un match tutto servizio e colpi di attacco che non lascia tregua al tedesco già ben predisposto alla doccia fin dal principio

Nulla puo’ invece il nostro Alessandro Bordone (2.4) contro il quotato e talentuoso Lorenzo Muretti (2.3) finalista all’ultimo UsOpen Junior: pur disputando una gara coraggiosa e ricca di scambi di qualità Bordone esce sconfitto con il punteggio di 62 64.

Con il parziale di 3-1 sotto ed il traguardo della vittoria ormai tramontato vengono comunque disputati i doppi ma l’esito è negativo per entrambe le nostre coppie, arrivate col fiato corto dopo i singolari tirati: Baldi/Marcora vengono sconfitti per 76 63 da Mager/Basso, mentre Ignatik/Bordone perdono 63 63 contro Arnaboldi/Musetti.

La quinta giornata è alle spalle e ci attende domenica la passerella in quel di Prato: onoreremo l’impegno dando spazio ai giovani che hanno giocato meno durante la stagione e che si faranno le ossa nella splendida vetrina rappresentata da questa gara di A1. 

Il sipario è calato ed ora è il momento degli applausi, al grido di….Forza Selva!!!!!!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.