MEDICAL TIMEOUT

Titolo

 


 

Vuoi porre una domanda direttamente online? Clicca qui sotto


Vuoi visitare il sito di Fisio Sport? Clicca qui sotto:

logo-fisiosport


Vuoi raggiungere Fisio Sport a Pavia? Clicca qui sotto per trovarla sulla mappa:

Google-Maps-icon


Vuoi seguire Fisio Sport su Facebook? Clicca qui sotto:

facebook-seguici

Archivio Domande/Risposte di “Medical TimeOut”

DataDomandaRisposta
24/07/2018BUONGIORNO,
mio figlio ha 15 anni e da otto anni soffre di poliartrite negativa. da circa un anno è in remissione anche se al gomito sinistro c'è una recidiva di sinovite che gli causa dolore.
ma il problema è che, a causa di questa patologia, non ha mai praticato sport se non un pò di nuoto, ed essendo molto alto per la sua età, la sua muscolatura è inesistente e avrebbe bisogno di attività fisica atta a sviluppare armoniosamente il corpo e soprattutto le braccia che sono proprio magre.
volevo avere un consiglio da parte vostra, se la pratica del tennis, non agonistico, possa essere indicata o lo affaticherebbe troppo.
grazie e cordiali saluti
Buongiorno, al momento mi sento di consigliare un’attività globale in un luogo protetto (una palestra della salute), seguito, per rinforzare la muscolatura in modo che sia pronto per praticare il suo sport preferito. Deve fare un lavoro di ricondizionamento muscolare tenendo conto della patologia in via di remissione e dell’età. Dopodichè sarà pronto per giocare a tennis anche in modo amatoriale. Diciamo almeno 6-12 mesi. Se inizia a settembre 2 volte la settimana con costanza a giugno puo’ cominciare con la racchetta. Sperando di essere stata chiara , mi contatti se ha bisogno altre informazioni
Angela Scariato
Fisioterapista, Orthopaedic Manipulative Therapist (OMT)
Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici
21/12/2017Ho un infiammazione ormai da parecchi mesi al tendine d'Achille dx ho fatto Tecar e 2 cicli di onde d'urto ma zoppico sempre .......mi può dare un consiglio grazieBuongiorno,
Il tendine ha una capacità di carico molto elevata, ma, alcune volte per varie cause quali un sovraccarico oppure l’assunzione di antibiotici oppure un appoggio non adeguato ecc questa capacità di carico può diminuire.
Le onde d’urto o le terapie finché (tecar ad esempio) aiutano a diminuire la fase acuta e il sintomo dolore ma non aiutano a migliorare questa capacità del tendine nuovamente a sopportare i carichi del suo peso.
Per ritornare in forma il tendine deve riallenarsi tramite esercizi specifici con esercizio terapeutico .
Il carico a cui può sottoporre il suo tendine è strettamente personale, per questo lei ha bisogno di esercizi personalizzati. Non esistono protocolli preconfezionati.
Saremo felici di aiutarla ma dopo un’attenta valutazione.
05/06/2017Buongiorno,
sono circa 6 mesi che soffro di epitrocleite al gomito dovuto principalmente ed esclusivamente al movimento del servizio, mi rivolgo al vs staff medico per chiedervi gentilmente consigli su come affrontare la cosa, gia fatto agopunture trattamenti osteopata infiltrazioni di cortisone . dalla ecografia non emerge nulla di particolare , non sono presenti calcificazioni c' e un ispessimento del tendine . grazie saluti cordiali
Buongiorno,
mi sento di consigliarle degli esercizi visto che ha già eseguito altri trattamenti.
Gli esercizi pero’ vanno dosati e sono personalizzati secondo il suo caso.
Non riesco via mail, mi spiace, dovrebbe passare in studio e poi li esegue lei a domicilio.
A disposizione per eventuali chiarimenti
187/05/2017Buongiorno. Dopo aver cambiato racchetta e aver intrapreso a giocare con la Wilson pro staff 97l lte, ho avuto quasi da subito lievi dolori al gomito. Ultimamente ho preso la seconda coppia di racchetta e sono finito sotto terapia ad onde d'urto (al momento seconda sessione) con risultati relativi (pochino anzi). Ci sono eventualmente altre soluzioni? Grazie.
Saluti
Buongiorno Marco,
è evidente che sia colpa della racchetta. probabilmente è troppo pesante .
se vuole usare la wilson deve assolutamente migliorare la tolleranza al carico del suo braccio. Quindi con esercizi terapeutici mirati al rinforzo della muscolatura dell’avambraccio. Altrimenti deve diminuire il peso della racchetta.
Spero di essere stata chiara e la saluto cordialmente.
Non esiti a ricontattarci in caso di ulteriori domande/ consigli
08/09/2015Buongiorno,
ho 14 anni e da sette gioco a tennis. Mi alleno 3/4 volte a settimana e pratico attività agonistica. Ultimamente mi capita spesso di avere crampi ai polpacci o alla coscia durante le partite di torneo, nonostante io beva sia acqua che gatorade. Il mio medico di famiglia mi ha consigliato una cura preventiva con carnidyn plus dopo colazione e di MG.K vis al pomeriggio 2/3 giorni prima di un incontro importante e bere acqua e gatorade durante. Voi cosa consigliate di solito? Grazie mille!!
Ciao,
vorrei sapere se ti capita solo in partita in torneo o anche in allenamento.
La cura che stai facendo va bene. Introduci anche 2/3 mandorle a colazione
Eventualmente gli esami del sangue per valutare gli elettroliti sarebbero più specifici ed evidenzierebbero eventuali carenze.

03/08/2014Gentile fisioterapista, da circa un anno soffro di epitrocleite con cui convivo, pur giocando circa 4 volte alla settimana. Ho fatto alcuni cicli di fisiokinesiterapia, ma la situazione non è migliorata. Che fare ancora? Grazie in anticipo per i suggerimenti e buona serata.Buongiorno,
Dipende da che tipo di fisiokinesiterapia sia stata fatta. Se intende terapia fisica tipo tecar o laser pur essendo delle buone terapie, non sono sufficienti.
occorre fare della terapia manuale per valutare se , nel caso, ci fosse un interessamento del nervo ulnare che passa in quella zona e i muscoli adiacenti.
Inoltre bisogna capire in che momenti e che movimenti provocano il dolore.
Rimaniamo a disposizione.
Angela scariato, fisioterapista
Fisiosport
14/07/2014Buongiorno ho delle continue contratture a gli adduttori, niente di serio ma sono costretto a continui stop per circa 10 giorni, ho provato a giocare anche fasciato ma non cambia, mi vengono sempre scattando in avanti e mai a freddo, sempre a partita inoltrata graziebuongiorno,
bisognerebbe fare una valutazione dell'assetto del bacino che non si vede dalla radiografia ma valutare il sacro e l'ileo come si muovono e anche una valutazione del bilanciamento muscolare. spesso un disequilibrio ovvero una debolezza degli extrarotatori dell'anca e gli adduttori provoca un sovraccarrico di questi ultimi.
rimaniamo a vostra disposizione
angela
13/07/2014Buongiorno. Mi hanno diagnosticato sindrome della bandelletta ileo tibiale. Ho fatto tecar e sto facendo rinforzo muscolare ma non ne vengo a capo potreste darmi qualche consiglio ? Grazie adambuongiorno,
normalmente facciamo deep friction massage sul tendine, verifichiamo l'appoggio plantare e anche una valutazione accurata del bianciamento muscolare dei muscoli extrarotatori dell'anca.
Spesso la causa non si trova dove risiede il sintomo, bensi' puo' partire da più in alto e quindi da uno squilibrio del bacino;ecco perchè occorre valutare l'assetto e il bilanciamento muscolare dei muscoli dell'anca/pelvi.
Rimaniamo sempre a disposizione.
buona giornata
21/05/2014ciao ho problema alla schiena..lombale..destra..sono mancino..usato antiinfiamm..ho giocato molto...ci son rimedi tipo creme..esercizi o altro..grazie carloCiao.
Senza vederti e valutare il perché del tuo mal di schiena è difficile dare una risposta professionale e corretta.
Se hai giocato molto potrebbe essere solo un sovraccarico e con un po' di pomata ( puoi usare il celadrin 2 volte al giorno) bagni caldi, stretching e un po' di riposo in una settimana 10 giorni dovrebbe passare.
Però è solo una supposizione e solo un trattamento che cura l'effetto senza valutare la causa.
Prova così, se non passa occorre fare una valutazione fisioterapica più approfondita per cercare la causa del tuo problema. Solo così avrai una risoluzione.
Sempre a disposizione
Angela
Fisiosport
15/05/2014Da parecchi mesi sto giocando con infiammazioni e dolori ai tendini rotulei alle ginocchia e in contemporanea al gomito destro.
Per le ginocchia sto cercando di irrobustire i quadricipiti mentre per il gomito sto cercando di fare straching e ghiaccio con pessimi risultati.
Cosa posso fare d'altro?
Grazie!
Irrobustire i quadricipiti va bene. prediligi la catena chiusa ed inserisci un po' di eccentrica.
Per il gomito occorre essere sicuri che sia una epicondilite. Alcune volte le sindromi sono miste e puo' anche partire dalla cervicale.in questo secondo caso occorre fare una valutazione e dei test per poter eseguire il trattamento mirato .
se fosse una epicondilite occorre potenziare i muscoli del braccio mediante un metodo che sia chiama S.T.E.P. SCIENTIFIC THERAPEUTIC EXERCISE PROGRAM oppure MET .perchè devi aumentare la capacità di carico del tuo braccio rispetto al carico che gli dai.
verifica il gesto tecnico che sia corretto specie il rovescio.
verifica la tensione delle corde .
sono tutti ftttori contribuenti
ho scritto un articolo sul tennis pavese UN PAIO DI ANNI FA a proposito del epicondilite.
se non lo trovi te lo mando o lo chiedi alla redazione.
siamo sempre a disposizione
buon tennis
Lo staff di Fisiosport
Ho un dolore al gomito ed al polso. Inizialmente pensavo da tennista fosse epicondilite mentre mi e' stato detto che tutto deriva dalla spalla e di riflesso dalla schiena. In passato una manipolazione in tal senso aveva sortito risultati efficaci. E' possibile cio' e se si' cosa dovrei fare. Passare da voi ?????ciao,
esatto, il dolore al gomito che si estende anche al polso potrebbe derivare da un problema alla cervicale/dorsale. i nervi che escono dal tratto cervico dorsale irradiano alle braccia provocando un dolore riferito a distanza.
alcune volte la localizzazione del sintomo non coincide con la causa.
una manipolazione che sblocchi il tratto cervicale potrebbe liberare il nervo in modo che questo ricominci a lavorare in modo corretto.

Noi siamo a disposizione.per prendere appuntamento puoi telefonare allo 0382569482 oppure mandarci una mail info@fisiosport.eu.
grazie per averci contattato.
Lo staff di Fisiosport
Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio.Dopo ecografia muscolo tendinea alla spalla dx hanno riscontrato stiramento del tendine sovraspinato e tendinopatia tendine capo lungo del bicipite...cosa mi consigliate???stop assoluto???
Grazie mille...accetto consigli
Ciao, il sovraspinoso è un tendine che, insieme ad altri 3
tendini, fa parte della cuffia dei rotatori e che si occupa della
stabilità della spalla; se davvero non c'è lesione ma solo stiramento
come risulta dall'ecografia con una buona rieducazione che ristabilisca
il giusto euquilibrio tra questi muscoli la spalla guarirà senza
problemi.
Il fatto che si riscontri inoltre tendinopatia al capo lungo del
bicipite è indice probabilmente di una discinesia di scapola il che
significa che omero e scapola non si muovono in modo coordinato e
questa non è una cosa che si risolve col riposo! Se con un periodo di
riposo assoluto il dolore potrebbe ridursi è quindi molto probabile che
alla ripresa dell'attività il problema si ripresenti non essendo stata
eliminata la causa che è appunto la discinesia scapolo-omerale...
Tutto ciò è comunque da relazionare alla tua richiesta funzionale e a
quanto ti faccia male la spalla; se il dolore è tale da disturbarti
nelle tue attività (che possono essere sia le più semplici attività
quotidiane o lo sport che ti piace praticare) il consiglio è
intervenire con una rieducazione prima che il problema peggiori.
Se qualcosa non dovesse essere chiaro rimaniamo a disposizione!
Grazie e buona giornata!
che tipo di attività o di terapia deve essere affiancata al tennis per prevenire infortuni a carico di un soggetto che si sta avvicinando alla cinuantina? molte graziebuongiorno,
consiglio un'attività moderata di palestra (1 o 2 volte la settimana)in cui si sviluppino sia gli arti superiori che inferiori con un peso medio che consenta minimo 10 ripetizioni max 20 rip.
prediligere la resistenza alla forza e meglio ancora se eseguita un'attività aerobica.
per intenderci: fare un circuito con delle stazioni in cui devi fare un numero di ripetizioni a tempo e poi dopo 1 min di recupero passare alla stazione successiva ecc..
in questo modo ottieni 2 vantaggi: oltre alla tonificazione muscolare aggiungi anche un'attività aerobica per il fiato e il cuore.
potresti anche aggiungere delle ripetute.interval training sul tapis roulant o fuori all'aria aperta
prima di giocare vai al circolo 30 minuti prima, fai un po' di stretching negli spogliatoi e fai una corsetta aumentando via via il titmo fino a fare degli allunghi.
in questo modo scaldi i muscoli e sei pronto!!
buon tennis
Lo staff di Fisiosport
salve.ho 36 anni. a 16 anni ho avuto un'ernia al disco (L5-S1). sono stato cmq bene e ho giocato fino a 22...poi ho lasciato stare...a 31 anni il problema alla schiena è tornato a manifestarsi dolorosamente...a 33 anni l'ho curato con ozono terapia...ora sto bene, da tre anni faccio ginnastica specifica e nuoto due volte la settimana..vorrei sapere se il tennis è tutt'ora sconsigliabile per uno nella mia situzione. garzieBuongiorno,
il fatto che tu stia facendo ginnastica specifica è una cosa buona.quindi se stai bene,non hai dolore in nessun movimento e la schiena si muove in maniera coordinata e se i tuoi muscoli sono tonici e trofici non c'è motivo perchè tu non posso ricominciare a giocare.
un consiglio è quello di piegare bene le gambe in modo da far partire il colpo dalla spinta delle gambe.questo sia per il diritto e rovescio che per il servizio.
il colpo parte da distale (gambe)a prossimale (spalla)attraverso il core che è la schiena.la schiena deve essere ben stabile!!
buon tennis
Lo staff di Fisiosport
Da un paio di mesi soffro di epicondilite. Da venti giorni non sto più giocando. Devo stare a riposo finchè non mi passa? Cosa posso fare per accelerare la guarigione ?
Grazie
Saluti
ciao,
hai fatto bene a stare un po' a riposo.
l'epicondilite è una tendinopatia, una infiammazione/degenerazione dei tendini degli estensori del braccio. in genere avviene da sovraccarico funzionale. il riposo , in fase acuta, attenua l'infiammazione ma non basta. Occorre favorire la guarigione del tessuto stimolando la vascolarizzazione con delle terapie fisiche (ultrasuoni, tecar ecc....) e bisogna riallenare i tendini ad eseguire il lavoro a cui sono preposti . se sono dolenti significa che non sono in grado di esprimere quella forza richiesta . la capacità di carico è inferiore al carico.
occorre allenare i tuoi tendini prima con bassi carichi e poi via via aumentando con un lavoro preciso e progressivo.. se non sentirai dolore mentre sollevi col polso un peso eseguendo 20-30 ripetizioni al 60% di carico max allora puoi ricominciare senza paura di andare incontro a fastidiose ricadute.
quando riprendi abbassa la tensione delle corde(,22-24 kg )

tutto lo staff fisiosport ti augura buon recupero!

 

 


I CONSIGLI DEL FISIOTERPISTA

 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2017”

 

TALLONITE

 

Quel dolore che compare la mattina appena si fa il primo passo e poi migliora con il movimento, oppure da freddo all’inizio dell’allenamento con i primi games e poi scaldandosi passa, per poi ricomparire dopo poco. Se hai dolore sotto il tallone può essere la fascia plantare che si è infiammata. La fascia plantare è un tessuto fibroso che serve ad irrigidire il piede durante la fase di spinta del passo. Non si tratta di una vera infiammazione ma di una degenerazione del tessuto fibroso causata da over stress meccanico che crea microtraumi ripetuti.

Le cause possono essere molteplici:

• scarpe logore

• piede piatto

• piede cavo

• sovrappeso

• eccessivo cammino con scarpe senza adeguato supporto ad esempio le infradito

• allenamenti su terreni duri

 

Muscoli tesi o rigidi sia del polpaccio che della coscia sono fattori predisponenti essendo il tendine di Achille in connessione con la fascia plantare. Quindi è molto utile lo stretching del polpaccio e della fascia stessa. Il fisioterapista deve valutare se ci sono dei deficit articolari a livello della caviglia che comporterebbero una compensazione al livello del piede con conseguente stress sulla fascia e ripristinare il normale movimento; deve trattare i muscoli posteriori e nel caso di eccessiva pronazione del piede, correggere i difetti con esercizi specifici dei muscoli del piede .

POTREBBE ESSERE UTILE UN PLANTARE?

Solo nel caso di una eccessiva pronazione del piede

SONO UTILI LE TERAPIE FISICHE QUALI TECAR, LASER?

Solo nel primo periodo della fase infiammatoria, meno nella fase cronica.

Angela Scariato FT,OMT

 


 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2016”

 

DISTORSIONE ALLA CAVIGLIA

 

ll tennis è uno sport estremamente rapido e intenso per cui un movimento incoordinato può condurre a un infortunio abituale: la distorsione alla caviglia. Nella norma il movimento lesivo porta a cedere la caviglia all’esterno , in realtà il movimento è molto più complesso: vi è una combinazione di inversione e supinazione con lesione o distrazione dei legamenti laterali della caviglia. Il legamento che viene leso più comunemente è il peroneo astragalico anteriore e, a seconda dell’entità della lesione, possiamo cosi’ classificarla: distorsione di I grado: non sono presenti rotture dei legamenti , vi è minimo gonfiore e dolore alla palpazione. L’atleta è in grado di appoggiare a terra il piedi e di camminare distorsione di grado II: parziale rottura del legamento/dei legamenti e dolore e gonfiori più evidente. L’atleta necessita di stampelle per deambulare. Distorsione di grado III: completa rottura dei legamenti , importante gonfiore e dolore. Impossibilità per l’atleta di appoggiare il piede.

COSA BISOGNA FARE DOPO UNA DISTORSIONE DI CAVIGLIA?

Occorre recarsi subito da uno specialista in quanto un bendaggio compressivo, oltre ad alleviare i sintomi, aiuta a drenare il gonfiore. Importante una valutazione funzionale con dei test specifici che danno una indicazione clinica della situazione e dei tempi di recupero.

QUALI SONO GLI ERRORI DA EVITARE?

Attenzione perché , al contrario di cio’ che si pensa , la distorsione di grado I è complicata quanto le altre, e, sottovalutarla, potrebbe creare quei dolori cronici tanto fastidiosi tipo sensazioni di cedimenti, il gonfiore sempre presente anche dopo 1 mese, dolore in alcuni movimenti…

QUAL È IL TRATTAMENTO RIABILITATIVO DEL CAMPIONE?

In fase acuta: -bendaggio compressivo e riposo attivo (con cyclette, core stability, arti superiori e riabilitazione in acqua) recupero dell’articolarità completa in assenza di dolore mediante terapia manuale in fase post acuta : -esercizi attivi di rinforzo muscolare e riabilitazione propriocettiva con eventuale bendaggio funzionale ultima fase: -recupero dei gesti sport-specifici con riabilitazione sul campo per prevenire le recidive. Al rientro in campo occorre usare una cavigliera? No , se si è seguito un programma di rieducazione. Si , se è presente una lassità legamentosa.

Angela Scariato FT,OMT

 


 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2015”

 

A FIANCO DEI CAMPIONI

 

Secondo set della prima partita del quadrangolare, 105 Stadium, Genova: Goran Ivanisevich conduce un set a zero e due game a uno su John McEnroe quando, dopo uno dei suoi soliti impressionanti servizi, rompe la racchetta. Scambia un paio di frasi con John il quale, senza dire niente a nessuno, senza chiedere alcun permesso ai giudici, si infila la felpa dirigendosi verso lo spogliatoio. I tifosi non capiscono, i giudici sono stupiti e, quando viene da me e mi dice “Seguimi”, io sono nel panico! A seguirci c’è una piccola folla composta da un divertitissimo Lendl, dai menager di John, piuttosto preoccupati, e da un agguerrito giudice, visibilmente contrariato e deciso più che mai a porre fine a quell’imbarazzante fuori programma. Arrivati nello spogliatoio, quel matto si sdraia per terra e mi chiede di fargli dello stretching. Io ovviamente obbedisco fingendo di ignorare lo sguardo minaccioso di quel giudice che, sempre più nervoso, continua a ripetere come un disco rotto: “John rientra in campo”, “John, puoi fare la stessa identica cosa sul campo”. Infastidito da un così zelante rispetto delle regole, John si porta un dito alla bocca e dice: “Ho un’ottima idea su come risolvere la situazione, fai silenzio.” Guardo il giudice, diventa paonazzo, scoppio a ridere, torno a lavorare su John. A prescindere da episodi divertenti come questo, è stata senza dubbio un’esperienza fantastica ed un privilegio poter lavorare con vere e proprie leggende immortali dello sport che tanto amiamo, ed avere la possibilità di vedere come si comportano fuori dal campo e come scherzano tra di loro. McEnroe è proprio come ve lo immaginate, forse anche peggio, burbero ed irriverente ogni volta che apre bocca; Chang invece è l’esatto opposto, educato e rispettoso sempre e con chiunque: sembrava quasi preoccupato di disturbare ogni volta che chiedeva un trattamento, e vi assicuro che non erano capricci, dato che era bloccato da un forte mal di schiena che per poco non gli impediva di giocare. Lendl, invece, era sempre rilassato e divertito, non solo dai siparietti di John ma da tutto il contesto: si vedeva che amava quello che faceva e avere ancora la possibilità di giocare sembrava dargli più soddisfazione che agli altri. Personalità molto diverse, quindi, quasi agli antipodi, ma tutte accumunate dalla stessa fame di vittoria che, anche in un evento relativamente poco importante come il quadrangolare “La grande sfida”, porta ognuno di loro a dare il massimo e a non arrendersi neanche di fronte ad infortuni o agli acciacchi dell’età…non mi credete? Allora vi lascio con un ultimo retroscena.! Ricordate che all’inizio ho detto che, prima di uscire dal campo, John aveva scambiato qualche battuta con Ivanisevich? Beh, Goran gli aveva chiesto se avesse potuto prendere in prestito una delle sue racchette; sorpreso dalla richiesta, John gli chiede “Scusa, ma quante racchette ti sei portato?” “Due! E anche l’altra è rotta”, risponde Goran. “Allora non sei un professionista, non posso prestarti una mia racchetta.” Goran allarga le braccia (sarà “costretto” a finire il match con la racchetta di uno spettatore): John prosegue, si incammina verso gli spogliatoi dove, poco prima di incontrare me, incrocia Lendl che ride, ovviamente, e gli chiede “John! Tu quante racchette hai?”, “Cinque.” John non rideva invece, era molto serio. Vincere è una cosa seria e, se sei stato abituato a vincere a lungo, vuoi vincere sempre!

Davide Gemma, Francesco Cassinelli, Angela Scariato

 


 

 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2014”

 

IL MAL DI SCHIENA

 

È il disturbo osteo articolare più diffuso: statisticamente l’80% delle persone può accusare mal di schiena una volta nella vita.
Quali sono le cause più comuni?
Fattori fisici della colonna vertebrale quali malattie reumatiche, ernie discali, deformazioni congenite. Fattori lavorativi: frequenti sollevamenti di pesi e torsioni ma anche il lavoro sedentario con posture sedute mantenute per ore. Il disco intervertebrale aumenta la sua pressione interna durante la posizione seduta e, se il soggetto impiega 1 ora in macchina per andare al lavoro, sta seduto alla scrivania 8 ore , più 1 altra ora di macchina per rientrare e poi siede sul divano tutta la sera, c’è uno scompenso pressorio intradiscale che a lungo termine provoca una spinta contro il nervo infiammandolo.
Quali sono i consigli?
In ufficio consiglio di alzarsi spesso dalla sedia (ogni 1/2 ora) e fare una passeggiata nella pausa pranzo o alla sera dopo cena, fare comunque una attività fisica almeno 2 volte la settimana, prediligere le scale anziché l’ascensore e parcheggiare appositamente più distante per poter fare 2 passi. Quando si accusano i sintomi evitare di sottostimarli, occorre andare dal medico e/o dallo specialista per avere subito una diagnosi, dopodiché andare dal fisioterapista che stilerà una diagnosi funzionale attraverso i movimenti attivi e dei test specifici. È importante inquadrare il problema del paziente per poter fare un trattamento mirato. Ogni paziente è diverso dall’altro e le cause del mal di schiena possono essere molteplici: ad esempio potrebbe esserci un problema di rigidità o di instabilità e quindi occorrerebbe mobilizzare o stabilizzare. Bisogna mirare alla causa per ottenere una guarigione e non esistono dei protocolli e degli esercizi preconfezionati. Alla fine del trattamento riabilitativo, che comprende sia esercizio terapeutico che terapia manuale, occorre istruire il paziente a continuare gli esercizi di mantenimento appresi e di condurre una vita lavorativa meno sedentaria.
Il tennis fa male alla schiena?
Assolutamente no! È uno sport adatto a tutti e non è vero che è asimmetrico; inoltre i ragazzini affiancano alle ore di tecnica ore di attività motoria con il preparatore atletico. Per gli adulti che praticano il tennis, se soffrono di mal di schiena, smettere di giocare non è la soluzione del problema. Occorre una diagnosi eseguita dal medico, una diagnosi funzionale dal fisioterapista e un buon recupero del tono trofismo muscolare con il preparatore atletico.

Angela Scariato
(Fisioterapista, OMT Orthopaedic Manipulative Therapist)

 


 

 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2013”

 

EPICONDILITE

 

Il termine tecnico corretto è “tendinopatia laterale di gomito” dei muscoli estensori dell’avambraccio ma è meglio conosciuto come gomito del tennista. L’epicondilite è caratterizzata da un dolore sulla parte laterale del gomito che può irradiare all’avambraccio. Vi è una carenza della forza nella presa: il soggetto avverte dolore nello stringere gli oggetti,come ad esempio una racchetta, e la sua capacità di sollevarli è ridotta e dolente specialmente a gomito esteso. Tra le persone più a rischio vi sono i giocatori di tennis e tutti coloro che svolgono o attività che prevedano l’utilizzo di un attrezzo usato con le mani o lavori manuali pesanti e ripetitivi.

I fattori di rischio:
– sollevare un oggetto del peso di 1 kg per più di 2 ore al giorno
– lavorare con le braccia sollevate davanti al corpo
– flettere e effettuare torsioni delle mani
– eseguire movimenti di precisione
Per mantenere una posizione statica a lungo bisogna avere una buona resistenza muscolare e per lavorare con le dita della mano bisogna avere a monte un’ottima muscolatura stabilizzante del polso.

L’importanza del gesto tecnico nel tennis

Il 40-50% dei tennisti prova questa condizione almeno 1 volta nella vita. La contrazione eccentrica del muscolo estensore radiale breve del carpo durante il rovescio, specie in tennisti non professionisti, sembra essere responsabile dei microtraumi ripetuti che generano danno tendineo e conseguente tendinopatia laterale di gomito. L’azione del polso nel rovescio ad una mano è minima e contribuisce alla stabilità del colpo. Quando si esegue il rovescio, normalmente il polso è mantenuto in una lieve estensione: il tennista professionista riesce a mantenere il polso più stabile, il principiante o l’autodidatta invece, non ha una capacità di tenuta statica e quindi si eseguono troppi movimenti di flesso estensione del polso non necessari durante l’esecuzione del colpo. L’impatto con la palla è il momento in cui maggiormente si sollecitano le fibre del tendine con un forte stiramento in contrazione eccentrica cioè in allungamento.I più recenti studi isto-patologici hanno evidenziato che questa patologia a carico dei tendini non è un processo infiammatorio bensì un processo degenerativo: ecco perché alcune volte gli antiinfiammatori risultano inefficaci. Si è notato che le fibre di collagene che costituiscono il tendine cambiano la loro struttura e la loro disposizione.

Overuse

I carichi ripetuti o prolungati entro il normale range di stress fisiologico, non determinano una rottura della struttura ma un sovraccarico della stessa provocando un suo indebolimento; è proprio la quantità di carico prolungato nel tempo che determina il danno, riducendo la capacità di sopportare il carico e innescando il processo degenerativo. Per ovviare al fenomeno dell’overuse occorre aumentare la capacità di carico del tendine mediante esercizi specifici che un bravo fisioterapista esperto sa consigliare.

Tutori

Il tutore va a ridurre il carico sul tendine dell’estensore radiale breve del carpo; quando si riduce il carico il tendine inizia a far meno male. Questo però non è sufficiente perché non è curativo e non migliora la capacità di carico del tendine. È un adattamento per far lavorare meno il tendine ma questo continua ad indebolirsi. Per avere una risoluzione del problema occorre allenare la struttura a sopportare il carico!

Il riposo è utile?

Si perché riduce il carico ma è necessario eseguire un ricondizionamento dei muscoli, migliorando la struttura del tendine stesso attraverso un lavoro specifico e permettendo alle fibre collagene che vengono iperprodotte di essere sistemate in serie e non a casaccio. È un miglioramento a medio-lungo periodo, non immediato.

Diagnosi differenziale

Questo dolore può anche provenire da rachide cervicale: il nervo radiale che proviene dalla colonna cervicale passa sulla parte laterale del braccio e termina alle ultime 2 dita. Per questo è importante che la diagnosi e l’anamnesi siano eseguite da un medico specialista.

Infiltrazioni

L’infiltrazione ha un’ottima risposta a breve tempo perchè riduce il sintomo immediatamente (tra fisioterapia e cortisone vince sempre il cortisone a breve termine), ma a medio-lungo periodo (12 mesi) c’è il rischio di una recidiva. Se si abbina alla infiltrazione il trattamento riabilitativo corretto, mediante l’esercizio terapeutico che stimola il rimodellamento tendineo e produce risposte muscolari adattive, si ottiene il massimo risultato. Ai tennisti che soffrono di epicondilite consiglio di affidarsi ad un bravo maestro per correggere eventuali errori nell’esecuzione del rovescio, di verificare la tensione delle corde ed eventualmente allentarla, di affidarsi subito a mani esperte per la diagnosi ed infine di essere collaboranti col fisioterapista nell’eseguire l’esercizio terapeutico.

Angela Scariato (Fisioterapista, OMT Orthopaedic Manipulative Therapist)

 


 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2012”

 

TRAUMI MUSCOLARI

 

Perché la guarigione del muscolo traumatizzato, a differenza dell’osso, può lasciare cicatrici, sia che si tratti di uno stiramento sia che si tratti di uno strappo.

La riparazione avviene in 3 fasi:

 

1° fase: NECROTICA in cui vi è la rottura delle fibre , la formazione dell’ematoma e la reazione infiammatoria. In questa fase è importante il riposo, e la compressione per ridurre l’ematoma; è per questo che il fisioterapista esegue una fasciatura che permette alle fibre di rimanere più vicine in modo che il tessuto di riparazione sia più piccolo e si formi più rapidamente possibile. Inoltre, mettendo a riposo l’area lesa, si ottiene un effetto analgesico in quanto si riduce la contrattura muscolare di difesa .

 

2° fase: RIPARAZIONE in cui vi è una fagocitosi del tessuto necrotico, la rigenerazione delle fibre muscolari, la produzione del tessuto cicatriziale e la formazione di nuovi vasi sanguigni all’interno dell’area lesionata. In questo periodo è importante la mobilizzazione CONTROLLATA dell’area vicino alla lesione per prevenire l’atrofia muscolare e migliorare l’orientamento delle fibre cicatriziali. Il fisioterapista insegna esercizi per la rivascolarizzazione, per aumentare il range di movimento e per la sintesi di nuovo collagene e per l condizionamento cardio vascolare.

 

3° fase RIMODELLAMENTO in cui vi è la maturazione delle nuove fibre, la riorganizzazione del tessuto cicatriziale e il recupero della funzione. Il fisioterapista, in questa fase, dà lo stimolo specifico per ogni tipo di tessuto e”allena” il nuovo muscolo al movimento funzionale attraverso esercizi per la forza, la velocità, la resistenza . La nuova fibra appena formata, di tessuto cicatriziale fibroso, deve maturare per svolgere il compito della fibra muscolare. Questa maturazione avviene attraverso un allenamento riabilitativo che sviluppa le caratteristiche tipiche del tessuto muscolare quali l’elasticità,la resistenza, e l’allungamento. Il fisioterapista deve scegliere le tecniche riabilitative più adatte alle esigenze dell’atleta in base alla sua attività lavorativa e sportiva e in base alla fase di riparazione in cui ci si trova. In questa fase diventa importantissima la “riabilitazione sul campo” per riallenare la muscolatura a scattare, arrestare,saltare.

 

Quando si può tornare a giocare?

Il fatto che non si senta dolore non è sufficiente per pensare di essere guariti. E’ molto utile l’ecografia che evidenzia lo stato di riparazione tissutale e la nuova vascolarizzazione ma, se le fibre cicatriziali non sono state “indirizzate” e ben condotte verso la guarigione e riallenate alla funzione specifica, restano soltanto delle fibre che hanno coperto un buco e che funzionalmente non sono valide. Questo è ciò che succede nelle recidive. Si chiede ad un muscolo neo formato, appena riparato e soprattutto non allenato, una performance che la struttura non è pronta a compiere. Per questo motivo non basta solo il riposo e aspettare…

Quali sono i fattori contribuenti?

Uno scarso riscaldamento, il freddo, uno scatto improvviso per una palla corta e anche la stanchezza psico fisica.

Come si può prevenire?

Bisogna essere in forma in maniera totale e quindi condurre una vita sana sotto tutti i punti di vista, alimentazione, sonno, stress, allenamento adeguato, sempre un buon riscaldamento con un po’ di stretching. Qualche consiglio pratico? Non dimentichiamoci di riscaldarci palleggiando per almeno 30 minuti aumentando via via l’intensità dei colpi e degli spostamenti. L’ideale sarebbe arrivare 15 minuti prima dell’ora prenotata per fare una corsetta fuori e un po’ di stretching anche negli spogliatoi.

Angela Scariato (Fisioterapista)


 

ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA GUIDA AL TENNIS PAVESE 2011”

 

I CEROTTI COLORATI

 

Come si chiama?

Si chiama KINESIO TAPING®, kinesio (movimento) taping (applicazione di bendaggio ) ed è un tipo di bendaggio sviluppato in Giappone dal Dr.Kenzo Kase per aumentare i risultati antidolorifici della fisioterapia tra una seduta e l’altra. È una tecnica basata sul processo di guarigione naturale del corpo: attraverso il movimento che il cerotto produce si facilita l’attivazione dei sistemi neurologici ,circolatori e linfatici.

A cosa serve?

Kinesio Taping®, a seconda della tecnica utilizzata, ripristina la giusta tensione muscolare facilitando o inibendo la contrazione muscolare; favorisce una migliore circolazione sanguigna e linfatica perché tramite il sollevamento della pelle forma delle “convoluzioni“ che permettono al sistema linfatico di drenare liberamente le tossine, riducendo la pressione interstiziale e quella sui recettori dolorifici. È una tecnica correttiva meccanica e sensoriale che concorre alla correzione di anomalie di allineamento dell’articolazione. La perdita del corretto movimento di un’articolazione, dovuta alla tensione muscolare anormala, può essere corretta dal Kinesio Taping® tramite un buon reclutamento muscolare oltre che da un riposizionamento articolare corretto. Le applicazioni di Kinesio Taping® possono aiutare a ridurre l’infiammazione e la fatica muscolare, a diminuire il dolore, a migliorare la qualità del movimento, a correggere la postura, diminuendo la possibilità di recidive.

Perché tutti gli sportivi lo usano?

E’ un bendaggio adesivo elastico che permette il pieno movimento muscolare e articolare ed è come una “seconda pelle”, non dà fastidio ed assolutamente non rilascia farmaci! E’ anallergico e IDROREPELLENTE (waterproof) e per questo è ben tollerato e gradito dagli atleti che non devono rinunciare ad una sana doccia! L’applicazione va mantenuta per alcuni giorni (dai 3 ai 5). Appena il corpo si muove, il tape funziona come una pompa stimolando continuamente la circolazione linfatica, favorendo il muscolo a lavorare correttamente e riducendo la pressione locale sui recettori del dolore che in questo modo si riduce.

Chi è abilitato ad applicarlo?

L’applicazione precisa del tape è fondamentale. La tensione, la direzione del cerotto e la sede dell’applicazione sono determinanti per l’efficacia del risultato. Per questi motivi, è importante che venga applicato da un fisioterapista o da professionisti formati in corsi ufficiali da insegnanti qualificati. L’effetto terapeutico massimo si ha se viene applicato in combinazione con la seduta fisioterapica. Solo il fisioterapista, tramite la valutazione, il trattamento e la rivalutazione, sa scegliere dove e come applicarlo. Per ogni disfunzione muscolo scheletrica occorre trovare la causa: solo la rimozione di essa porterà alla completa guarigione.

Angela Scariato (Fisioterapista)